10 gennaio 2018



Il copione di Di Battista in TV ormai è abbastanza prevedibile.
Quando non sa cosa rispondere, o deve dare una risposta troppo netta che possa scontentare una parte dell'ampio e nebuloso bacino elettorale dei 5 Stelle, butta lì un "reddito di cittadinanza" a caso, accusa gli altri di rubare e nel mentre alza il tono di voce per chiamare l'applauso.
Ieri sera a Dimartedì ad un certo punto questo giochino si è inceppato. Così è andato in scena uno scambio di battute surreale e imbarazzante, sulle coperture finanziarie dell'eventuale abolizione della Legge Fornero. A volte solo trascrivendo una conversazione se ne può capire il senso, ma in questo caso ciò che viene fuori è un vuoto spaventoso, che chi si propone di governare il nostro Paese (i 5 Stelle, non Di Battista) non si può permettere.

FLORIS: Quanto può essere la spesa affrontabile per il percorso di riforma della Fornero dal punto di vista dei 5 stelle....

DI BATTISTA:  Il Movimento non ha mai avuto a disposizione il bilancio dello stato, quel che ha avuto a disposizione è un'esperienza...

FLORIS: Beh, sono 20 miliardi...

D: un'esperienza....

FLORIS: Sono venti miliardi... venti miliari ogni anno nella...

D: Un'esperienza nell'opposizione di discussione di provvedimenti finanziari che c'è stata in commissione bilancio...

F: Beh ma di venti miliardi, quanti ne pensate di coprire e in che modo per riformare a questo punto gradualmente la Legge Fornero?

D: Le ho già risposto in questo momento. Noi...

F: Sì due miliardi... (si riferisce alla legge anticorruzione)

D: L'intervento sul reddito di cittadinanza consente chiaramente e oltretutto di intervenire sulle pensioni, aumentando le pensioni minime a 780 euro al mese. E questo è un altro modo...

F: No questa è un'altra uscita, parliamo delle entrate...

D: Certo, però è un modo di intervenire...

F: Si somma ai 20 miliardi.

D: ... In una problematica che è quella relativa alle pensioni minime in Italia che è complessivamente...

F: Sì però questa è una spesa ulteriore ai 20 miliardi...

D: che le coperture le abbiamo trovate...

F: Ok, invece parliamo della Fornero.

D: Già le ho detto, con delle leggi che sono passate nel dimenticatoio di questa campagna elettorale, che sono la legge relativa al conflitto di interesse, legge relativa al...

GIANNINI: ma quelli non sono soldi, mi scusi...

D: Assolutamente sì, perché nel momento in cui tu contrasti, e mi meraviglio di lei che con Repubblica ha fatto vent'anni di battaglie, con la legge sul conflitto di interessi crei competitività e fai sì che il potere non sia accentrato nelle mani di pochi, lei lo sa perfettamente, rifacendo ripartire chiaramente...

GIANNINI: Quelle sono risorse dei privati, mi perdoni, qui stiamo parlando di denaro pubblico, per le pensioni serve denaro pubblico.


Intorno a questo scambio serrato, Di Battista parla come al solito di banche, si prende lo spazio per rifiatare, raccontare la situazione attuale e cercare di uscire dall'imbarazzo. Parla di legge anticorruzione e di sistemi piuttosto empirici di recupero dei soldi, senza mai dare cifre, senza indicare mai un provvedimento chiaro. Dice che bisogna avere il bilancio in mano per trovare le spese da tagliare, ammettendo implicitamente che non ha idea di dove siano quei 20 miliardi.
Indica anche provvedimenti sul lavoro e sul precariato come rimedio (indispensabili per facilitare l'ingresso al lavoro dei giovani), che però impiegano anni a far vedere risultati concreti e di certo non raggiungono i fatidici 20 miliari, neanche mettendoli insieme al recupero di denaro derivante da norme anticorruzione (altro provvedimento indicato in modo abbastanza confuso e senza avere idea delle cifre).
Qui trovate il video originale così potete valutare.

Ricordo che la Manovra finanziaria Monti, una delle più dure e contestate della storia, che fra le altre cose comprendeva anche tagli ai costi della politica, arrivava a 30 miliardi: 20 per coprire il deficit e 10 per interventi di crescita. Qui si parla di venti miliardi l'anno solo per coprire i costi, praticamente una manovra Monti all'anno alla quale si sommano le risorse per il reddito di cittadinanza.