22 febbraio 2012




Domani sera alle 22.30 ci sarà il decennale della Critical Mass milanese, con il solito raduno del giovedì sera che molto probabilmente si trasformerà in un fiume in piena di biciclette che imballerà mezza città.

Ieri il Sindaco Pisapia ha aderito ufficialmente all'appello di "Salviamo i Ciclisti".

Dalla concomitanza, casuale o forse no, di questi due eventi sembra che sul fronte due ruote a pedali a Milano si stia veramente muovendo qualcosa di concreto, per la sicurezza e la viabilità.

Oltre a chiedere però, i ciclisti, noi ciclisti, mi metto dentro anche io a scanso di equivoci, dobbiamo impegnarci.

Impegnarci ad essere civili, educati, rispettosi e sicuri. 

Scegliere la bicicletta al posto dell'auto o del mezzo pubblico è già un atto di civiltà e rispetto verso gli altri, verso il mondo, verso chi avrà in eredità il nostro mondo. Ma questo atto di civiltà non ci deve far sentire in diritto di prevaricare altre regole, non ci deve far sentire "superiori".

Se si va a guardare,  la posizione che assumi quando sei in bicicletta ti da l'impressione inconsciamente di essere un essere superiore nella fauna stradale. Sei più in alto rispetto alle macchine e ai pedoni, non hai sotto un motore che fa rumore per cui la tua voce in strada si sente chiara e pulita, da più soddisfazione insultare l'automobilista indisciplinato, in più riesci a passare dove nessun latro riesce, quando tutti sono bloccati nel traffico spesso la bicicletta è l'unico mezzo che trova una via d'uscita. Tutte cose che inconsciamente portano ad essere un po' sopra le righe. (questo spunto è ispirato da un articolo di cui purtroppo non ricordo nè l'autore nè dove era pubblicato, mi scuso per la mancanza di citazione)

Ma per chiedere rispetto e attenzione e ottenerli, la prima regola è essere altrettanto rispettosi e attenti. Semplicemente seguendo le regole e con un po' di buon senso.

Quante volte ho visto ciclisti eseguire manovre da suicidio volontario in mezzo agli incroci, quante volte ho visto ciclisti saltare da una parte all'altra della carreggiata senza minimamente guardare, quante volte ho visto ciclisti passare a 30 all'ora col rosso, prendere vie contromano in mezzo alla strada, magari insultando pure l'automobilista che arriva dall'altra parte.

Va bene chiedere provvedimenti per aumentare le piste ciclabili, per aumentare la nostra sicurezza, ma anche molti di noi ci mettono il carico sulla pericolosità delle strade...

Per esempio agli incroci se devo girare a sinistra, non mi metto mai in mezzo alla carreggiata, con le macchine che mi passano da tutte le parti per poi dovermi ributtare sulla destra dopo aver curvato. Li attraverso seguendo le strisce pedonali e il semaforo dei pedoni, come dovrebbe essere se ci fossero piste ciclabili e attraversamenti per le bici affiancati alle strisce.

Come le grosse rotonde, secondo me è troppo rischioso affrontarle come "veicolo", perché non sai mai se la macchina che hai di fianco sta per uscire dalla rotonda o prosegue dentro, ed è difficile segnalare bene la direzione che stiamo prendendo perché l'automobilista affiancato difficilmente riesce a vedere il braccio alzato, meglio attraversarle sulle strisce.

Questi accorgimenti sono fatti perché non c'è una viabilità specifica per le biciclette, ed è una mancanza grave, ma siccome ci tengo alla pelle, cerco di evitare rischi inutili e mi appoggio a quello che ho a disposizione.

Così come cerco di non passare mai con il rosso, anche se la strada è libera, anche se a volte è dura resistere. Perché anche in questo caso se ci fosse una viabilità specifica per le biciclette, molti semafori rossi per le macchine, sarebbero verdi per le biciclette, ma questo non deve essere una giustificazione alla mancanza di rispetto delle regole stradali.

Con questo non voglio dire di essere un ciclista esemplare, sono solo degli esempi di alcuni accorgimenti che adotto per evitare di essere investito.

Quante volte poi (quasi SEMPRE) ho visto ciclisti di notte girare in città, ma anche in stradine molto trafficate e non illuminate in campagna, senza uno straccio di catarifrangente o di luce.

E cosa ci costa mettere il casco?

Molti incidenti mortali o quasi, alcuni dei quali  sono stati anche riportati dai giornali, tipo l'imprenditrice di Milano scippata in bicicletta, molto probabilmente avrebbero avuto un esito molto meno grave se il ciclista avesse avuto il casco.

Io l'ho comprato per fare mountain bike, ma credo che sia infinitamente più pericoloso girare a Milano che girare sui sentieri. Per questo anche quando giro in città non riesco più a salire in bicicletta senza, non mi sento sicuro.

Credo che andare in giro in bicicletta di sera senza luci e senza casco, sia  la cosa più pericolosa che una persona normale possa fare. Tanto vale buttarsi giù dal palazzo della regione con una corda fatta legando insieme le giacche da gay pride di Formigoni.

La spesa per luci e casco poi è veramente irrisoria, con 40 euro, ma anche meno, si riesce ad avere un casco comodo e leggero e delle discrete luci. Non serve che lo rendano obbligatorio, basta il buon senso.

Noi ciclisti in prima persona possiamo fare tanto per la nostra sicurezza, alla fine la pellaccia è la nostra e siamo noi i primi a doverla preservare. E' giusto, sacrosanto e deve essere assolutamente ascoltato e messo in atto l'appello  "Salviamo i Ciclisti", ma anche noi possiamo fare tanto per salvarci.

Non confondiamoci nella giungla cittadina, non diventiamo animali che lottano per la sopravvivenza con la legge del più forte, distinguiamoci dall'inciviltà arrogante del SUV parcheggiato in seconda fila.

Cerchiamo di diventare promotori della più grande rivoluzione a cui l'Italia deve per forza andare incontro per rinascere, che non è quella della viabilità e della mobilità sostenibile, ma è quella della civiltà, del rispetto delle regole, il rispetto degli altri e di noi stessi.

8 febbraio 2012

Questo non è un blog su ciclismo e biciclette ma essendo io un mountain biker della domenica e usando spesso la bicicletta, sia per andare al lavoro che per altri spostamenti, ho deciso di aderire all'appello che sta unendo diversi siti e blog, pubblicando il comunicato e spedendo la lettera a tutti i quotidiani.



Gentili direttori del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La Sicilia, Avvenire.

La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).

In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.

Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo che chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times:

  1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.

  2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.

  3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.

  4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.

  5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.

  6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

  7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays

  8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.

Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag#salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.

Scarica qui la lista degli indirizzi mail.

Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti

Hanno aderito all’iniziativa:

piciclisti
amicoinviaggio.it
34x26.wordpress.com
rotalibra.wordpress.com
frrfrc.blogspot.com
wildpigs.it
riky76omnium.wordpress.com
bicizen.it
urbancycling.it
lastazionedellebiciclette.com
rotafixa.it
americancyclo.wordpress.com
biciclettedecadence.blogspot.com
mtb-forum.it
bdc-forum.it
lifeintravel.it
milanonmybike.blogspot.com
ditrafficosimuore.org
raggidistoria.com
ediciclo.it
pedalopolis.org
ciclomobilisti.it
Forum Indipendente Biciclette Elettriche, Pieghevoli e Utility
casbahcicloclub.com
ilikebike.org
bikeride.it
bicisnob.worldpress.com
bicicebasta.com
muoviequilibri.blogspot.com
festinalente.ztl.eu
rotazioni
pisteciclabili.com
ciclistilombardianonimi.blogspot.com
ciclospazio.it
areabici.blogspot.com
re-cycles.blogspot.com
ciclofficinamartesana.blogspot.com
ciclonauti.org

7 febbraio 2012



CONCORDIA: 14 gennaio 2012



CONCORDE: 25 luglio 2000

Non è che porta un po' sfiga 'sto nome?