31 luglio 2026

L'importanza di viaggiare e conoscere, contro la propaganda

A fine anni 90, a neanche 20 anni, in pieno delirio di onnipotenza da biglietto interrail in terra spagnola, con alcuni amici decidemmo di "toccare l'Africa". Il progetto però si schiantò immediatamente perché non eravamo muniti di passaporto. Tramite passaparola fra viaggiatori però venimmo a sapere che c'era ancora una possibilità di toccare l'Africa, almeno dal punto di vista geografico, e questa possibilità era Ceuta, poiché essendo un'enclave della Spagna non c'era bisogno di passaporto. Così arrivammo ad Algeciras e prendemmo il traghetto, per poi passare un paio di giorni "in Africa". 

Appena ho sentito nominare Ceuta nelle notizie di oggi, ho capito subito che le dichiarazioni degli esponenti del nostro governo erano solo una pagliacciata. 

Ricordo come se fosse ieri, e ricordo benissimo anche la paura che qualcosa andasse storto (avevamo avuto un paio di esperienze non proprio tranquille con la Guardia Civil in quelle settimane), i controlli severi e le perquisizioni attente sia all'andata che soprattutto al ritorno. Questo perché a prescindere dall'immigrazione clandestina, Ceuta era, e forse lo è ancora, una vivace piazza di spaccio di droghe leggere. Quindi non c'è alcun rischio che la famigerata invasione (già rientrata in neanche 24 ore poiché quasi tutti sono tornati indietro) raggiunga la Spagna "geografica" né tantomeno l'Italia. 

Che pena stasera vedere Mentana al TG di La7 costretto a dedicare una parte del telegiornale a mostrare una cartina, come un professore di geografia, per cercare di ristabilire un minimo di verità nel racconto di quello che è successo. Siamo ormai oltre l'analfabetismo funzionale, la pessima destra che ci siamo ritrovati al governo lo sa benissimo e cavalca le notizie con un flusso di "merda", per citare Steve Bannon, che invade (questa sì che è una vera invasione) ogni device via social, anche attraverso la radicalizzazione delle persone che affogate da questa quantità di informazioni false, diventano a loro volta inconsapevoli propagandisti. Non mi stupirebbe per nulla se venisse fuori che la campagna, a quanto pare avviata sui social, che ha portato 50 mila marocchini ad entrare a Ceuta, fosse partita dagli stessi canali dell'internazionale di destra.

E pensare che oggi basterebbe un secondo per aprire Maps o google sul telefono e digitare Ceuta, per provare a capire e disinnescare il meccanismo, ma preferiamo farci dire quello che vogliamo, senza uno straccio di pensiero critico.