La recensione di Un'America dei Il Triangolo uscita su Rumore di Maggio:
9 luglio 2014
10 giugno 2014
Shottino n.2| Se il PD avesse le ruote sarebbe una carriola.
Se
il PD fosse stato un partito comunista l'avrebbero chiamato Partito Comunista.
Il PD non è comunista, se ne sono fatti una ragione anche a Livorno. Il fatto
che nella città "dove è nata la sinistra e il comunismo italiano e bla bla
bla" la sinistra abbia perso non vuol dire che il PD non sia di sinistra,
vuol dire che il PD è un'altra sinistra, moderna e internazionale (almeno nelle
intenzioni) e lontana da tutti quei cliché da centro sociale o circolo per
anziani militanti. Il motivo per cui ora la sinistra vince è proprio questo. Perché
per trent’anni è rimasta ancorata a un’era che non esiste più e si è sempre
preoccupata di non deludere quella minoranza che la teneva attaccata a quell’idea
morta. Il fatto che nella città toscana la sinistra abbia perso è solo una
conferma del fatto che il PD sta andando nella direzione giusta. Comunque se a
Livorno dopo 70 anni SETTANTA, si sono accorti che forse c'è anche altro non è che sia
un male eh, viva la democrazia.
3 giugno 2014
wovenhand live:
un'indiano su un tir mi ha travolto recitando sermoni
La scelta è stata difficile questa volta. No, non parlo delle elezioni, ma
della scelta fra i Touché Amoré e Wovenhand, che erano entrambi live a Milano
sabato 24 maggio. E' stato un po' come decidere quale metà del cuore salvare.
Alla fine facendo un calcolo delle probabilità la scelta è caduta sul secondo o
i secondi, perché ancora non ho capito se il progetto Wovenhand è da
considerarsi più una band o un solista e il concerto non mi ha tolto questo
dubbio.
Quando arrivo al Bloom è già
piuttosto pieno, terminato il set dei Fiub (che purtroppo non ho fatto in tempo
a vedere) e dopo una breve attesa per cambio palco e consueta mezz'oretta di
musica acida per far salire l'ansia, appaiono sul palco senza cerimonie. David
Eugene ha già in testa il suo cappello con la piuma, si porta verso il
microfono, strumenti in spalla, parte Hiss e bang! L'impatto è uno shock, il
volume di fuoco che producono è devastante, ma non solo, anche la forza
espressiva di tutta la band è schiacciante...
...continua a leggere su Rumoremag.com
20 maggio 2014
shottino n.1| infedeli al concerto di pharrell
"shottini" è una nuova rubrica di questo blog.
Le regole: scrittura a caldo, solo testo, un paragrafo, 1000 battute al massimo.
(Un'immagine solo per esigenze di condivisione)
(Un'immagine solo per esigenze di condivisione)
5 maggio 2014
Chiamare le cose con il loro vero nome: Gennaro De Tommaso, camorrista.
Non ho seguito bene la questione della finale di Coppa Italia perché ero all'estero per un week end di vacanza e mi sono un po' estraniato dalle questioni del nostro paese. Non ho letto nulla (oltre alla cronaca del fatto e dell'antefatto), non so cosa sia stato scritto e non so se quello che sto scrivendo è già stato detto o scritto da qualcuno.
Una cosa mi ha colpito in modo particolare guardando i vari siti dei quotidiani e i commenti sui social: il fatto (gravissimo) è stato trasformato subito in una macchietta. Il delinquente si è trasformato subito in una barzelletta.Un fatto di sangue e di prevaricazione dello stato e delle autorità, si è trasformato subito in una parodia.
A me sinceramente fanno paura tutte queste battute, tutto questo sarcasmo, tutte queste vignette. A me fa paura questo soprannome che è spuntato fuori in tempo zero, dato in pasto agli spettatori e ai lettori, per creare il personaggio, il fumetto, per rendere virale il fenomeno, per farsi una risata. Non c'è un cazzo da ridere.
La verità è che questa cosa ci fa paura, e se fosse trattata per quello che è, si dovrebbe fermare tutto. Dal mondo dello sport, alle forze dell'ordine, al ministero dell'interno. Ma soprattutto noi stessi, noi che andiamo in curva (non io personalmente, anche se è capitato un paio di volte) e allo stadio a cantare comandati da camorristi, mafiosi, nazisti, facendo finta che sia tutto normale e senza fare un piega. Ma anche chi guarda lo sport in tv o chi lo pratica a livello agonistico. Non solo il calcio, perché i soldi che arrivano da lì servono anche a finanziare tutti gli altri sport "minori" e alla fine lo sport entra anche nelle scuole come elemento fondamentale dell'educazione dei ragazzi. Quindi nessuno si può considerare escluso.
E' dura ritrovarsi così senza difese di fronte alla realtà, senza alibi, senza alcun tipo di possibilità di nascondersi.
E allora ci si scherza su, si fanno battute, fotomontaggi, giochi di parole, diventa argomento per ridere al bar o in ufficio o su Facebook. Perché in fondo vogliamo tutti esorcizzare il fatto, perché ci siamo dentro tutti e siamo tutti complici, direttamente o indirettamente. Perché il calcio per noi è un gioco, e anche se da decenni non lo è più, noi vogliamo continuare a crederlo. Ci fa comodo. Non ci importa se una persona è quasi morta, ammazzata da un colpo di pistola (lo ripeto perché magari è sfuggito: COLPO-DI-PISTOLA), per noi l'importante è fare la battuta sagace con un soprannome pittoresco. Non è la prima volta che accade, perché anche con Italia - Serbia e Ivan Bogdanov il copione è stato lo stesso.
Adesso basta cazzate, finiamola di fare battute, di scherzare, è arrivato il momento di chiamare le cose con il loro vero nome:
GENNARO DE TOMMASO, CAMORRISTA*.
* Fonti: Il Sole24ore, Huffington Post
Una cosa mi ha colpito in modo particolare guardando i vari siti dei quotidiani e i commenti sui social: il fatto (gravissimo) è stato trasformato subito in una macchietta. Il delinquente si è trasformato subito in una barzelletta.Un fatto di sangue e di prevaricazione dello stato e delle autorità, si è trasformato subito in una parodia.
A me sinceramente fanno paura tutte queste battute, tutto questo sarcasmo, tutte queste vignette. A me fa paura questo soprannome che è spuntato fuori in tempo zero, dato in pasto agli spettatori e ai lettori, per creare il personaggio, il fumetto, per rendere virale il fenomeno, per farsi una risata. Non c'è un cazzo da ridere.
La verità è che questa cosa ci fa paura, e se fosse trattata per quello che è, si dovrebbe fermare tutto. Dal mondo dello sport, alle forze dell'ordine, al ministero dell'interno. Ma soprattutto noi stessi, noi che andiamo in curva (non io personalmente, anche se è capitato un paio di volte) e allo stadio a cantare comandati da camorristi, mafiosi, nazisti, facendo finta che sia tutto normale e senza fare un piega. Ma anche chi guarda lo sport in tv o chi lo pratica a livello agonistico. Non solo il calcio, perché i soldi che arrivano da lì servono anche a finanziare tutti gli altri sport "minori" e alla fine lo sport entra anche nelle scuole come elemento fondamentale dell'educazione dei ragazzi. Quindi nessuno si può considerare escluso.
E' dura ritrovarsi così senza difese di fronte alla realtà, senza alibi, senza alcun tipo di possibilità di nascondersi.
E allora ci si scherza su, si fanno battute, fotomontaggi, giochi di parole, diventa argomento per ridere al bar o in ufficio o su Facebook. Perché in fondo vogliamo tutti esorcizzare il fatto, perché ci siamo dentro tutti e siamo tutti complici, direttamente o indirettamente. Perché il calcio per noi è un gioco, e anche se da decenni non lo è più, noi vogliamo continuare a crederlo. Ci fa comodo. Non ci importa se una persona è quasi morta, ammazzata da un colpo di pistola (lo ripeto perché magari è sfuggito: COLPO-DI-PISTOLA), per noi l'importante è fare la battuta sagace con un soprannome pittoresco. Non è la prima volta che accade, perché anche con Italia - Serbia e Ivan Bogdanov il copione è stato lo stesso.
Adesso basta cazzate, finiamola di fare battute, di scherzare, è arrivato il momento di chiamare le cose con il loro vero nome:
GENNARO DE TOMMASO, CAMORRISTA*.
* Fonti: Il Sole24ore, Huffington Post
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